perché, quando                                  modalità                             orientamenti

 

 

MODALITA'  TERAPEUTICHE

Quasi tutti gli orientamenti terapeutici prevedono la possibilità di lavorare con il singolo, coppia o gruppo. 
 
 
LA TERAPIA INDIVIDUALE
 
Terapia individuale vuol dire che in seduta si è soli con il terapeuta. Generalmente paziente e terapeuta si siedono uno di fronte all’altro. Una seduta ha la natura d’un dialogo rilassante. 
 
Un requisito particolarmente importante è la sincerità. Il terapeuta è interessato dal punto di vista professionale al vostro processo di miglioramento. Il terapeuta considera i modi di vedere, la vita e l’ambiente del paziente senza giudicare, ma sostenendolo ed appoggiandolo. 
 
Il decorso della seduta dipende poi quasi esclusivamente dall’orientamento terapeutico. Sarà improntato sull’ascolto più o meno passivo e sull’elaborazione delle emozioni e ricordi del passato in certi casi, mentre in altri potrà esserci uno scambio più attivo e concreto, e rivolto al presente o al futuro, in relazione al disagio specifico presentato. 

LA TERAPIA DI COPPIA
 
Mentre i modelli classici della psicoterapia sostenevano che i disagi delle coppie e le difficoltà fossero un disturbo dell’espressione comportamentale dell’individuo, la cui formazione risale alla prima infanzia, la terapia di coppia attualmente identifica quei disturbi come difficoltà nel sistema relazionale.
 
Poiché le relazioni sono valutate e trattate al meglio quando entrambi i coniugi sono presenti, la terapia di coppia è un processo che li coinvolge entrambi. 
La terapia di coppia non ha alcun effetto, se solo un coniuge è “malato” (portatore sintomatico), poiché “l’opinione dominante” sostiene che la sintomatologia è mantenuta da entrambi i coniugi che svolgono un ruolo-gioco inconsapevole.
 
Al centro delle discussioni sulla coppia stanno le modalità di comunicazione, di comportamento e di reazione dei coniugi uno nei confronti dell’altro. E’ di notevole importanza scoprire quali modalità di reazione nel conflitto sono imputabili a vecchie esperienze o a convivenze passate che hanno lasciato il segno. Parte del lavoro consiste nell’indurre la coppia a ricostituire uno scambio reciproco, una sessualità animata, attiva e costruttiva, e che la collaborazione e la condotta dei coniugi proceda di pari passo. Le vecchie offese devono essere discusse e solo così un processo di riconciliazione può essere avviato.
 
Alla presenza di entrambe i coniugi viene rielaborato il meccanismo delle loro interazioni. Entrambi imparano in modo costruttivo ad evitare di ricadere nei meccanismi disfunzionanti. I coniugi apprendono che un particolare comportamento di uno dei partner non deve necessariamente essere subito seguito dalle reazioni dell’altro. 
 
In questo tipo di terapia viene accuratamente evitato di attribuire la responsabilità del disturbo a uno dei partecipanti. La terapia di copia presuppone che i coniugi abbiano interesse alla conservazione del rapporto.
 
Qualora il terapeuta si rendesse conto che la collaborazione della coppia è logorata non solo da un problema relazionale, ma anche da un problema personale di uno dei coniugi, egli può suggerire una terapia individuale.
 
Nella terapia di coppia i coniugi (partner) sono compresenti.                >>>   TERAPIA SESSUALE

 
CONSULTO DI COPPIA       CONSULENZA MATRIMONIALE     MEDIAZIONE MATRIMONIALE
 
Spesso durante il processo di separazione, viene avvertito da uno solo dei partner l’impulso di chiedere aiuto e consiglio.
 
Questa richiesta rappresenta quasi sempre la ricerca di una via per salvare la relazione. In tutti i casi c’è sempre una reale possibilità di ricominciare. Il passo più importante è che sussista la partecipazione di entrambi e che tutti e due cerchino l’opportunità e la possibilità di ricominciare. 
 
Il rifiuto della ricerca di un’opportunità è quasi sempre indicatore di desiderio di un effettivo distacco. La relazione può funzionare solo quando vengono trovati dei compromessi. In ogni caso sono i problemi della coppia che devono essere chiariti, e non quelli individuali. 
 
Né il denaro, la gloria o il potere, possono compensare il fallimento di un matrimonio. E’ quasi sempre messa in questione la vita di troppi, prima di tutto i bambini, ma anche la parentela e gli amici. Troppo spesso purtroppo i bambini vengono usati come merce di scambio, ricatto o vendetta. 
 
Nessuno scioglie un matrimonio spensieratamente. Quasi sempre il processo di separazione dura molto a lungo e ci sono sempre molti tentativi da effettuare; la partita è aperta finché la separazione diviene definitiva. In questa fase il dolore si fa più acuto, ma anche qui vi sono delle modalità affinché le separazioni siano meno distruttive. 

LA TERAPIA FAMILIARE
 
Le terapie familiari hanno sviluppato un ampio repertorio di tecniche, dove l’individuo o il “paziente designato” non si trova nel punto centrale del trattamento, ma bensì vengono alternativamente coinvolti tutti i membri della famiglia. 
 
Ogni famiglia ha sviluppato le proprie modalità di comunicazione e di relazione. Le sue caratteristiche vengono coniate attraverso determinate modalità di comportamento, attraverso le particolarità dei suoi membri, e attraverso la società nella quale vive.
 
Conformemente ai più diversi concetti teorici il terapeuta dirige la sua attenzione sulla comunicazione o sulle dinamiche relazionali nella famiglia oppure ne analizza le emozioni favorendo la crescita e lo sviluppo di uno o più membri, affinché i rapporti possano evolversi in modalità più funzionali ed equilibrate. 
 
Ogni famiglia ha particolari norme e speciali metodi che regolano il suo equilibrio, il cui andamento è continuamente minacciato da fattori quali: l’influsso dell’ambiente esterno, i cambiamenti o eventi naturali come per esempio la nascita di un bambino o la morte di un parente.
 
L’intero nucleo o i singoli membri devono essere istruiti e gestiti in modo da permettere loro di arrestare le continue provocazioni che minano l’equilibrio. Spesso entrano in scena veri e propri disturbi patologici quali per esempio abusi o deficit emozionali: la famiglia diventa “malata”. 
 
Nella terapia viene cercato con tutti i membri il motivo che ha causato il “disturbo” e vengono poi studiate adeguate modalità di comportamento  da suggerire alla famiglia, affinché in condizioni di stress o di disagio essa possa sempre venirne fuori e reagire al meglio.
 
In questa modalità, alla seduta partecipa tutta la famiglia. 

LA TERAPIA DI GRUPPO
 
A seconda dell’orientamento teorico del terapeuta la sua attenzione si concentrerà sugli aspetti comunicativo-relazionali oppure su quelli emotivo-percettivi dei partecipanti. 
 
Il gruppo viene considerato come “situazione sociale” nella quale gli individui si esprimono. Ogni membro può quindi sperimentare e percepire le sue difficoltà ed i suoi conflitti, come pure quelli degli altri, nei quali si può rispecchiare e/o identificare. Così possono essere elaborate paure e resistenze, e si possono eventualmente riconoscere cause inconsce che determinano azioni, reazioni e comportamenti, propri e altrui. 
 
Altri approcci potranno invece far emergere gli aspetti comunicativi inefficaci ed inadeguati o provocatori e generatori di conflitti e di disagi che rendono l’individuo sofferente e disfunzionante. Queste esperienze possono aiutare l’individuo al di fuori del gruppo, immesso nella vita di tutti i giorni, a modellare in modo costruttivo la sua esistenza e le sue relazioni. 
 
Al gruppo partecipano di solito individui singoli con patologie e/o problematiche esistenziali simili. 
 
I Gruppi di autoaiuto, oggi ahimé molto di moda, sono invece altamente patologizzanti. 
In questi contesti l’individuo sofferente può soddisfare la sua voglia di protagonismo, favorendo così l’amplificazione della patologia e la “competizione” a chi è “più ammalato”. 
 

 

OLTRE LE CLASSIFICAZIONI
 
Nell’orientamento strategico non vi è una regola fissa sulle modalità: il terapeuta può decidere, solitamente in accordo con il paziente/richiedente, come e con chi effettuare la seduta.

 


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